Chattare con Facebook deprime le adolescenti - Facebook Magazine

Uno studio condotto in America dimostra che chattare troppo fa deprimere.

In Italia la ricerca è poco sovvenzionata e ciò dimostra anche il fatto che tutti i vari studi e notizie provengono dall' America. Anche questa volta è cosi infatti la Dott.ssa Joanne Davila della Stony Brook University di New York, ha effettuato uno studio rilevando che la depressione scaturirebbe nelle adolescenti che chattano troppo a lungo su Facebook








In questi giorni mi e’ capitato di leggere vari articoli sul social network piu’ famoso al mondo, cioe’ Facebook e quello che mi ha colpito di piu’ e’ senza dubbio un articolo che parla di uno studio condotto in America dalla dott.ssa Joanne Davila della Stony Brook University di New York, sulla depressione che scaturirebbe nelle adolescenti che chattano troppo a lungo su Facebook.

Solo gli americani potevano pensare a questo, pero’ quello che ho letto e’ interessante e singolare, essendo io una studiosa ed un’attenta osservatrice.
Quando ho letto il paper originale, la prima cosa che si nota e che nel testo non ci sono le tipiche parole utilizzate in rete come “facebook”, “social network”, “blog”, "messaging”, “messenger”, “internet”. Lo studio è stato condotto in laboratorio avendo come riferimento interazioni di tutti i tipi e non riguarda nella maniera più assoluta il cyberspazio, a cui pero’ si arriva man mano.

La ricerca si pone l’obiettivo di indagare, in un campione di ragazze, le caratteristiche di un fenomeno psicologico denominato ruminazione collaborativa (co-rumination) che giocherebbe un ruolo rilevante nello sviluppo di sintomi depressivi in adolescenza. Per ruminazione collaborativa si intende un chiacchiericcio continuo, eccessivo e ripetitivo fra l’adolescente e uno o più amici intimi, avente ad oggetto un problema dell’uno o degli altri. Il costrutto di ruminazione collaborativa e il suo ruolo nello sviluppo di sintomi depressivi è stato ipotizzato dopo aver constatato che, benché le amicizie di qualità proteggano dai sintomi depressivi e le ragazze tendano ad avere amicizie più intime e più “autorivelatorie” dei ragazzi, esse restano più vulnerabili alla depressione in adolescenza. Ci si è chiesti dunque se il "rimuginio in compagnia”, associato alla depressione, potesse essere associato ai sintomi depressivi. La grande domanda è se la ruminazione collaborativa sia causa, conseguenza, o correlato dei sintomi depressivi. Ci sono infatti tre modi con cui la co-ruminazione può associarsi ai sintomi depressivi nel tempo: può predirne la manifestazione , il peggioramento o il miglioramento, può infine esserne un semplice correlato con nessuna relazione con i cambiamenti dei sintomi nel tempo. 83 ragazze (età media 13, 4 anni) hanno completato dei questionari che misuravano la co-ruminazione, i sintomi d’ansia e depressivi, le esperienze sentimentali in cui erano coinvolte e altre variabili relative alla qualità delle relazioni d’amicizia. Dopo un anno hanno compilato on line da casa un questionario sulla depressione. I risultati hanno evidenziato che la co-ruminazione è positivamente correlata con sintomi depressivi, ma non predice cambiamenti negli stessi, né nel senso del peggioramento nè nel senso del miglioramento. Questo significa che la co-ruminazione può essere senz’altro considerata un aspetto maladattivo dell’amicizia in adolescenza, ma si esprime come un correlato della depressione, non costituendo in sé stessa né un meccanismo che genera depressione, nè una forma sintomatica di depressione pre-esistente.

Ma di cosa parlano così tanto queste ragazzine? Qual’e il contenuto dei loro lunghissimi discorsi? I risultati hanno dimostrato che questo continuo “chattare ,in parole povere fa si che più la ragazzina è coinvolta nelle sue prime esperienze romantiche più indulge nella ruminazione collaborativa con i suoi amichetti portando ad una Facebookmania. Inoltre la co-ruminazione predice un aumento nei sintomi depressivi nelle ragazze con maggior numero di esperienze romantiche. Questo suggerisce che la co-ruminazione possa essere fonte di depressione solo in determinate circostanze: quando si tratta di affrontare le prime esperienze sentimentali o magari qualche esperienza che sia concretamente stressante. Rimuginare in compagnia su problemi relativamente meno stressanti potrebbe non avere effetti particolari. A internet e a Facebook i giornalisti arrivano inferendo che nel cyberspazio le possibilità di comunicazione ruminativa sono maggiori, che vengono effettivamente sfruttate, che hanno gli stessi presunti effetti. Ovviamente è pura speculazione.

Diciamo che la mia considerazione, scritta sul Facebook Magazine, in tutto questo e’ che alla base di ogni cosa ci debba essere solo il buonsenso,cioe’ ogni cosa deve essere utilizzata facendo funzionare il cervello e non lasciandosi trasportare in un mondo fantastico, irreale , perche’se non ci si rende conto che e’ tutto irreale e fantasioso, allora si rischia di cadere in depressione!hattare su Facebook troppo a lungo fa cadere in depressione le adolescenti?